Democrazia digitale

In questi ultimi anni si sono andati moltiplicando esperimenti e forme di “democrazia digitale”, intesa come pluralità di procedure di partecipazione digitale del demos alle decisioni pubbliche

di RUBEN RAZZANTE
 
Milano, 17 gennaio 2019 - È realistico pensare ad una democrazia fondata sui click e a una selezione della classe dirigente determinata dai like? In che modo l’innovazione tecnologica può trasformare i meccanismi della democrazia rappresentativa? E, soprattutto, l’espansione della Rete può abbuonare al sistema politico il compito di scegliere con i metodi tradizionali a chi affidare, sulla base del consenso popolare e della valutazione delle competenze, la guida del Paese e il governo delle istituzioni? In questi ultimi anni si sono andati moltiplicando esperimenti e forme di “democrazia digitale”, intesa come pluralità di procedure di partecipazione digitale del demos alle decisioni pubbliche. L’esempio classico è quello del “voto elettronico”, ampiamente dibattuto dalla dottrina italiana già a partire dalla fine degli anni Ottanta, e che ha conosciuto ormai numerose sperimentazioni a livello europeo. Stefano Gorelli, professore associato di statistica sociale alla facoltà di economia dell’Università della Tuscia, prematuramente scomparso poco più di un mesefa, era un appassionato studioso del tema.

Dal 1999 collaborava con l’Isimm, l’istituto per lo studio dell’innovazione nei media e per la multimedialità, e con l’Isimm Ricerche in qualità di responsabile dell’area studi e ricerche. E l’Isimm, per onorarne la memoria, ha promosso un interessantissimo seminario di studi che si terrà domani, a partire dalle ore 10, presso la Sala della Lupa della Camera dei deputati, proprio dedicato al tema del ruolo delle tecnologie digitali nei processi decisionali. «Il voto elettronico – rilevano gli organizzatori dell’evento – è solo uno degli aspetti della democrazia digitale, perché le tecnologie digitali hanno lentamente (e creativamente) pervaso lo spazio democratico al punto, per esempio, da strutturare i processi di riforma costituzionale, com’è avvenuto in Islanda e a Città del Messico. Né si può trascurare che attorno a piattaforme digitali sono nati e si sono sviluppati movimenti politici o partiti, il cui indirizzo politico e la cui selezione dei candidati alle cariche elettive vengono stabiliti attraverso la Rete». Obiettivo del seminario dell’Isimm è dunque tentare di ricostruire cosa sia la democrazia digitale nelle sue diverse declinazioni, ma anche evidenziarne i limiti e delinearne le prospettive.

https://www.ilgiorno.it/commento/democrazia-digitale-1.4395324